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Para no dormir

Ianva

Per Non Dormire

E' accaduto qualcosa di davvero singolare,
Per dirla fino in fondo una pessima questione.
Sedetevi, tenente, ho bisogno di parlare:
Confido nella vostra discrezione.

Vi è mai capitato di avere un nemico
Che presta ascolto a quella stessa voce
Che vi frusta dentro come fosse vento, pur portando una diversa croce?
Se poi questo nemico ha la stolida saggezza,
Invincibile, della Femmina Ancestrale
E vi fa conoscere il sapore della beffa e l'istinto alla caccia più brutale.

Io so che lei è stata là,
In luoghi dove io non ho mai osato addentrarmi perché
Ho avuto paura di essere un Re.
E poi so bene perché
Questo offende Dio,
Perché in un istante la sua vita e la mia
Saranno fuoco e poi cenere.

Voi comprendete, siamo uomini del resto,
L'incendio e il furore che solleva
Sentire che la Causa si fa pretesto per braccare una personale preda
Che lascia dietro sé una scia
Torrida come l'estate Egea,
Da arcaico sole nasce la sua vite
E l'ebbrezza già si fa marea.

Lo so... Tacete perché
Non vi sembro io e, forse, provate anche pena di me,
Ma non si può arrestare la folgore.
Così... Ora ditemi voi
Che dovrei fare io?
Quale soluzione adottare con Lei
Che folgore é già nel nome: Elettra!

Para no dormir

Era algo realmente singular,
Para decirlo claramente, una cuestión terrible.
Siéntese, teniente, necesito hablar:
Confío en su discreción.

¿Alguna vez has tenido un enemigo
Que escucha esa misma voz
Que te azota por dentro como si fuera viento, llevando una cruz diferente?
Y si este enemigo tiene la estúpida sabiduría,
Invencible, de la Hembra Ancestral
Y te hace conocer el sabor de la burla y el instinto de caza más brutal.

Sé que ella ha estado allí,
En lugares donde nunca me he atrevido a entrar porque
Tuve miedo de ser un Rey.
Y luego sé muy bien por qué
Esto ofende a Dios,
Porque en un instante su vida y la mía
Serán fuego y luego cenizas.

Ustedes entienden, somos hombres después de todo,
El incendio y la furia que despierta
Sentir que la Causa se convierte en pretexto para perseguir una presa personal
Que deja tras de sí un rastro
Tan ardiente como el verano en el Egeo,
Desde un sol arcaico nace su vida
Y la embriaguez ya se convierte en marea.

Lo sé... Callen porque
No parezco yo y, quizás, también sientan lástima por mí,
Pero no se puede detener el rayo.
Entonces... Ahora díganme ustedes
¿Qué debo hacer yo?
¿Qué solución adoptar con Ella
Que el rayo ya está en su nombre: Electra?

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