395px

Virus

Terramare

Virus

Se rinunciassi a una breve vacanza
potrei adottare un bambino a distanza,
potrei lavare la mia coscienza,
figlia leggittima dell'abbondanza.

Potrei volare nell'Africa nera,
nel ventre malato di fame e colera,
un mese vacanza alla maniera
di chi s'accontenta di chi ancora spera.

E' per non succhiare l'osso
che salto oltre il fosso,
che sputo tutto quel che posso,
per modificare un gene,
un virus nelle vene,
mortificare il bene.

A mia madre, a mio cugino,
a mia sorella e il suo bambino,
all'amica, alla cognata,
alla suocera arricchita,
al dottore, al muratore,
al mio nuovo spacciatore,
a chi mi ascolta e chi mi aspetta,
chi più ne ha, sì, più ne metta!

Potrei alleggerire il mio conto corrente,
modesto dono alla povera gente,
cullando nel grembo della mia mente
l'orgoglio e il candore di un gesto coerente.

Potrebbe sembrare una rivoluzione
ma è abile il potere a creare confusione,
ingurgitando tutto, cagandone carbone
per alimentare fuoco al pentolone.

E' per non succhiare l'osso
che salto oltre il fosso,
che sputo tutto quel che posso,
per modificare un gene,
un virus nelle vene,
mortificare il bene.

A mio padre, al suo vicino,
a sua moglie, al suo carlino,
alla suora, alla maestra,
ai compagni dell'orchestra,
al droghiere, al mio barbiere,
allo zio puttaniere,
a chi ha taciuto e a chi l'ha detta,
chi più ne ha, sì, più ne metta!

Virus

Si renunciara a unas cortas vacaciones
podría adoptar un niño a distancia,
podría lavar mi conciencia,
hija legítima de la abundancia.

Podría volar a África negra,
en el vientre enfermo de hambre y cólera,
un mes de vacaciones a la manera
de quien se conforma con quien aún espera.

Es para no chupar el hueso
que salto más allá del foso,
que escupo todo lo que puedo,
para modificar un gen,
un virus en las venas,
mortificar el bien.

A mi madre, a mi primo,
a mi hermana y su niño,
a la amiga, a la cuñada,
a la suegra enriquecida,
al doctor, al albañil,
a mi nuevo traficante,
a quien me escucha y quien me espera,
¡quien más tiene, sí, más pone!

Podría aligerar mi cuenta corriente,
modesto regalo para la pobre gente,
acunando en el regazo de mi mente
el orgullo y la pureza de un gesto coherente.

Podría parecer una revolución
pero es hábil el poder en crear confusión,
ingiriendo todo, cagando carbón
para alimentar fuego en la olla.

Es para no chupar el hueso
que salto más allá del foso,
que escupo todo lo que puedo,
para modificar un gen,
un virus en las venas,
mortificar el bien.

A mi padre, a su vecino,
a su esposa, a su carlino,
a la monja, a la maestra,
a los compañeros de la orquesta,
al tendero, a mi barbero,
al tío mujeriego,
a quien calló y a quien lo dijo,
¡quien más tiene, sí, más pone!

Escrita por: