395px

Psicogrotesco IV

Aborym

Psychogrotesque IV

Sono sporco. i pidocchi mi rodono. i porci, quando mi guardano vomitano.
Le croste delle labbra hanno squamato la mia pelle, coperta di un pus giallastro.
Non conosco l'acqua dei fiumi né la rugiada delle nubi. [...]
I miei piedi hanno messo radici nel suolo e compongono, fino al ventre,
Una sorta di vegetazione viva, piena di ignobili parassiti
Che non è più carne e non deriva ancora dalla pianta. eppure il mio cuore batte.
Ma come potrebbe battere se la putredine e le esalazioni
Del mio cadavere non lo nutrissero in abbondanza?
Sotto l'ascella sinistra si è stabilita una famiglia di rospi
E quando uno di essi si muove mi fa il solletico
State attenti che non ne scappi uno e non venga a grattarvi con la bocca
L'interno dell'orecchio: poi, sarebbe capace di entrarvi nel cervello
Sotto l'ascella destra c'è un camaleonte che dà loro una caccia perpetua
Per non morire di fame: ognuno deve vivere
Ma quando un partito sventa completamente le astuzie dell'altro
Non trovano di meglio da fare che lasciarsi in pace a vicenda
E succhiano il grasso delicato che mi ricopre le costole: ci sono abituato
Una vipera malvagia ha divorato la mia verga e ne ha preso il posto [...]
Due piccoli istrici, che non crescono più, hanno gettato a un cane,
Che non ha rifiutato l'interno dei miei testicoli:
E si sono sistemati all'interno dell'epidermide, lavata con cura...
L'ano è stato intercettato da un granchio; incoraggiato dalla mia inerzia,
Con le sue chele fa la guardia all'ingresso, e mi fa molto male! [...]
Non parlate della mia colonna vertebrale, perché è una spada
Desiderate sapere, non è vero, come mai sia piantata verticalmente nelle mie reni?
Neppure io lo ricordo molto chiaramente.
Tuttavia, se mi decido a considerare un ricordo ciò che forse non è altro che un sogno
Sappiate che l'uomo, quando ha saputo che avevo fatto voto di vivere con la malattia
Finché non avessi vinto il creatore, camminò, dietro di me, in punta di piedi,
Ma non così piano da non essere udito
Non percepii più niente, per un istante che non fu lungo.
Questo pugnale acuminato penetrò fino all'impugnatura tra le due spalle del toro delle feste
E la sua ossatura fremette come un terremoto. la lama aderisce con tale forza al corpo
Che nessuno finora è riuscito ad estrarla: gli atleti, i meccanici, i filosofi, i medici...
Hanno tentato, volta a volta, i mezzi più diversi
Non sapevano che il male che l'uomo ha fatto non può essere disfatto [...]
Viandante, quando mi passerai accanto, non rivolgermi, te ne supplico
La minima parola di consolazione: indeboliresti il mio coraggio
Lascia che io riscaldi la mia tenacia alla fiamma del martirio volontario... vattene [...]
Posso ancora fare un' escursione fino alle muraglie del cielo
Alla testa di una legione di assassini
E tornare ad assumere quest'atteggiamento per meditare, di nuovo
Sui nobili progetti della vendetta [...]

Psicogrotesco IV

Estoy sucio. Los piojos me roen. Los cerdos, cuando me miran, vomitan.
Las costras de los labios han descamado mi piel, cubierta de un pus amarillento.
No conozco el agua de los ríos ni el rocío de las nubes. [...]
Mis pies han echado raíces en el suelo y componen, hasta el vientre,
Una especie de vegetación viva, llena de parásitos innobles
Que ya no es carne y aún no proviene de la planta. sin embargo, mi corazón late.
Pero ¿cómo podría latir si la putrefacción y los vapores
De mi cadáver no lo alimentaran abundantemente?
Bajo mi axila izquierda se ha establecido una familia de sapos
Y cuando uno de ellos se mueve me hace cosquillas
Tengan cuidado de que ninguno escape y no venga a rascarse con la boca
El interior de la oreja: luego, sería capaz de entrar en el cerebro
Bajo la axila derecha hay un camaleón que les da caza perpetua
Para no morir de hambre: cada uno debe vivir
Pero cuando un partido frustra por completo las artimañas del otro
No encuentran nada mejor que dejarse en paz mutuamente
Y chupan la grasa delicada que me cubre las costillas: estoy acostumbrado
Una víbora malvada se ha comido mi miembro y ha tomado su lugar [...]
Dos pequeños erizos, que ya no crecen, han sido arrojados a un perro,
Que no rechazó el interior de mis testículos:
Y se han instalado dentro de la epidermis, cuidadosamente lavada...
El ano ha sido interceptado por un cangrejo; alentado por mi inercia,
Con sus pinzas guarda la entrada, ¡y me duele mucho! [...]
No hablen de mi columna vertebral, porque es una espada
¿Quieren saber, verdad, por qué está plantada verticalmente en mis riñones?
Ni siquiera yo lo recuerdo muy claramente.
Sin embargo, si decido considerar un recuerdo lo que quizás no sea más que un sueño
Sepan que el hombre, al enterarse de que había hecho voto de vivir con la enfermedad
Hasta que no venciera al creador, caminó detrás de mí, de puntillas,
Pero no tan suavemente como para no ser escuchado
Ya no percibí nada, por un instante que no fue largo.
Esta daga afilada penetró hasta el mango entre los dos hombros del toro de las fiestas
Y su esqueleto tembló como un terremoto. la hoja se adhiere con tanta fuerza al cuerpo
Que hasta ahora nadie ha logrado sacarla: los atletas, los mecánicos, los filósofos, los médicos...
Han intentado, una y otra vez, los medios más diversos
No sabían que el mal que el hombre ha hecho no puede deshacerse [...]
Viajero, cuando pases junto a mí, no me dirijas, te lo ruego,
La menor palabra de consuelo: debilitarías mi coraje
Deja que yo avive mi tenacidad en la llama del martirio voluntario... vete [...]
Todavía puedo hacer una excursión hasta los muros del cielo
Al frente de una legión de asesinos
Y volver a asumir esta actitud para meditar, de nuevo
Sobre los nobles proyectos de la venganza [...]

Escrita por: