395px

Génova Para Nosotros

Paolo Conte

Genova Per Noi

Con quella faccia un po' così
Quell'espressione un po' così
Che abbiamo noi prima di andare a Genova
Che ben sicuri mai non siamo
Che quel posto dove andiamo
Non c'inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po'
Di quella gente che c'è lì
Che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
Ma che paura ci fa quel mare scuro
Che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

Genova per noi
Che stiamo in fondo alla campagna
E abbiamo il sole in piazza rare volte
E il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia un po' così
Quell'espressione un po' così
Che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
Ed ogni volta l'annusiamo
E circospetti ci muoviamo
Un po' randagi ci sentiamo noi.

Macaia, scimmia di luce e di follia,
Foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia...
E intanto, nell'ombra dei loro armadi
Tengono lini e vecchie lavande
Lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un'immobile campagna
Con la pioggia che ci bagna
E i gamberoni rossi sono un sogno
E il sole è un lampo giallo al parabrise...

Con quella faccia un po' così
Quell'espressione un po' così
Che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
Che ben sicuri mai non siamo
Che quel posto dove andiamo
Non c'inghiotte e non torniamo più.

Génova Para Nosotros

Con esa cara un poco así
Esa expresión un poco así
Que tenemos antes de ir a Génova
Que nunca estamos muy seguros
Que ese lugar al que vamos
No nos traga y no volvemos más.

Y sin embargo, somos un poco parientes
De esa gente que está allí
Que en el fondo, en el fondo, es como nosotros, salvaje,
Pero qué miedo nos da ese mar oscuro
Que se mueve incluso de noche y nunca está quieto.

Génova para nosotros
Que estamos al final del campo
Y tenemos el sol en la plaza raras veces
Y el resto es lluvia que nos moja.
Génova, decía, es una idea como cualquier otra.
Ah, la la la la la la

Pero esa cara un poco así
Esa expresión un poco así
Que tenemos mientras miramos Génova
Y cada vez la olfateamos
Y nos movemos con cautela
Nos sentimos un poco vagabundos.

Macaia, mono de luz y locura,
Neblina, peces, África, sueño, náusea, fantasía...
Y mientras, en la sombra de sus armarios
Guardan linos y viejas lavandas
Déjanos volver a nuestras tormentas
Génova tiene días todos iguales.

En un campo inmóvil
Con la lluvia que nos moja
Y los langostinos rojos son un sueño
Y el sol es un destello amarillo en el parabrisas...

Con esa cara un poco así
Esa expresión un poco así
Que tenemos después de ver Génova
Que nunca estamos muy seguros
Que ese lugar al que vamos
No nos traga y no volvemos más.

Escrita por: Paolo Conte