Se Io Avessi Un Figlio
Se Io Avessi Un Figlio
Se io avessi un figlio gli direi: "Non importa dove sei cresciuto"
non importa quale padre o quale madre, conta solo la tua intelligienza.
Non importa la bellezza o la ricchezza, la potenza è una gatta
che è fedele solamente a se stessa
e cambia padrone molto in fretta."
Ma non ci credo, forse gli direi: "Non credermi."
Voglia di toccarlo piano e di sfiorarlo, così tenero e indifeso,
e di dirgli "No, non sarai mai solo."
Poi vederlo sbadigliare e mentre si addormenta piccolo e prezioso
raccontargli un mndo antico, di un mare blu e un cielo azzurro.
Ma non ci credo. Forse gli direi: "Non credermi."
Ma non ci credo. Forse gli direi: "Non credermi."
Lui correrebbe verso il mare traballando, e io lo guarderei giocare.
Vorrei vedere solo questo, e non pensare
che non saprei cosa dirgli, non saprei cosa spiegargli
in cosa credere.
Qualche volta sembra he la vita intorno corra tanto in fretta
che le gambe non resistano. E ti nascondi.
Puoi dormire giorni e giorni per la paura di svegliarti
e intanto cresci.
Forse gli direi: "Non credermi."
C'è un passato invadente e testardo che è stampato negli occhi,
per sempre.
C'è chi nasce troppo bene e c'è chi nasce dove il male fa più male,
nel profondo io vorrei salvarlo dalla vita, io vorrei,
vorrei dargli di più, e, ora lo so
dirgli di amare la vita più forte che può.
E con un gioco di parole dirgli: " Esiste il nero, il bianco
e anche più di questo. basta cercare.
Avrai senz'altro un sogno ed una mela
e sarà lungo il tuo viaggio per arrivare.
Ma non distrarti per la strada, perché ogni cosa vista
in questo lungo viaggio è la tua vita."
Lui correrebbe verso il mare traballante,
io lo guarderei giocare e poi cantare...
Si Tuviera Un Hijo
Si Tuviera Un Hijo
Si tuviera un hijo le diría: "No importa de dónde vienes"
no importa quién sea tu padre o tu madre, solo cuenta tu inteligencia.
No importa la belleza o la riqueza, el poder es un gato
que solo es fiel a sí mismo
y cambia de dueño muy rápido.
Pero no lo creo, tal vez le diría: "No me creas".
Ganas de tocarlo suavemente y acariciarlo, tan tierno e indefenso,
y decirle "No, nunca estarás solo".
Luego verlo bostezar y mientras se queda dormido, pequeño y precioso,
contarle de un mundo antiguo, de un mar azul y un cielo celeste.
Pero no lo creo. Tal vez le diría: "No me creas".
Pero no lo creo. Tal vez le diría: "No me creas".
Él correría hacia el mar tambaleándose, y yo lo vería jugar.
Solo querría ver eso, y no pensar
que no sabría qué decirle, no sabría qué explicarle
en qué creer.
A veces parece que la vida a tu alrededor corre tan rápido
que las piernas no resisten. Y te escondes.
Puedes dormir días y días por miedo a despertarte
y mientras tanto creces.
Tal vez le diría: "No me creas".
Hay un pasado invasivo y terco que está impreso en los ojos,
para siempre.
Hay quienes nacen demasiado bien y quienes nacen donde el mal duele más,
en lo profundo quiero salvarlo de la vida, quiero,
quiero darle más, y ahora lo sé,
decirle que ame la vida lo más fuerte que pueda.
Y con un juego de palabras decirle: "Existe el negro, el blanco
y más allá de eso. Solo hay que buscar.
Seguramente tendrás un sueño y una manzana
y será largo tu viaje para llegar.
Pero no te distraigas en el camino, porque cada cosa vista
en este largo viaje es tu vida".
Él correría hacia el mar tambaleándose,
yo lo vería jugar y luego cantar...
Escrita por: Susanna Parigi